Veduta aerea
Teatro Nicola degli Angeli
Panorama al tramonto
Palazzetto del Podestà
Parco Eleuteri
Campagne monteluponesi
Porta Santo Stefano
Sagra del carciofo
Cripta di San Firmano
Abbazia di San Firmano
Pinacoteca civica
Fonte Bagno
Scorcio del borgo
Palazzo Comunale
Panorama con girasoli
Apimarche - Sbandieratori
Apimarche - Smielatura
Panorama con la neve

Le origini di Montelupone si confondono tra storia e leggenda. Alcuni studiosi sostengono che sia stato fondato da un compagno di Ercole Libico che, dispersosi in seguito ad una tempesta, approdo’ nel tratto di mare Adriatico dove sfocia il fiume Potenza, dando cosi’ origine ai centri di Porto Recanati, Recanati, Montesanto (Potenza Picena) e Montelupone.

ruderiDi contro altri sostengono che Montelupone abbia avuto la sua origine dalla famiglia romana – Lippia- , i cui discendenti – Lippo e Lupo – scelsero questa zona per costruirvi le loro ville: – Mons Lupia -, come si legge in una Epistola di Cicerone. Panfilo, nel poema intitolato “Piceno”, ne fa risalire il nome alle genti insediatesi nella zona e provenienti dalla Grecia. Attraverso trasformazioni ed aggiunte dei tempi, il nome originario si e’ andato modificando in Montis Luponis ed oggi Montelupone. Il rinvenimento di una necropoli, avvenuto nel 1926, ha confermato che sul colle ove sorge il paese, la vita esisteva già nel VI° secolo a. C., al tempo della Civiltà Picena, come testimoniano i reperti archeologici portati alla luce.Recenti studi hanno scoperto che oltre a diverse dimore romane sparse nei punti più suggestivi dell’attuale territorio comunale, in località Cervare di Montelupone sorgeva il Castello di Posoli con il tempio di Apollo e vari edifici religiosi; ancora oggi è visibile una grande stele funeraria che segna il confine fra i territori di Montelupone, Macerata e Morrovalle. Documenti risalenti all’anno mille testimoniano possedimenti in zona, con la presenza di tale castello, da parte dell’Abbazia di S.Apollinare in Classe (Ravenna). Una importante strada romana collegava Castrum Posoli con le maggiori città romane della zona: Auximum, Potentia, Firmum. Presso l’attuale colle di S.Nicolò esisteva il ministerium (feudo) di Bibiano già centro romano, confermato nella sua funzione dai re longobardi.
Dalla munificenza di una nobil donna della famiglia Grimaldi, la “Pia Signora”, attorno all’anno 907 ebbe origine l’Abbazia Benedettina di San Firmano, nei pressi del fiume Potenza, che per un certo periodo di tempo, tenne feudalmente anche il centro di Montelupone. La regola benedettina – ora et labora – portò grande giovamento alle popolazioni locali, fra fermento spirituale e bonifica dei campi in un’epoca di grande sviluppo culturale. Il Monastero di S. Firmano raggiunse il controllo di un vasto territorio che si estendeva fino a Civitanova Marche, ben oltre gli attuali confini comunali; subì le sorti del tempo, le lotte atroci e cruente fra le fazioni guelfe e ghibelline, restando attivo fino al XV° secolo.

abazIl documento più antico che reca il nome del libero Comune di Montelupone risale all’anno 1150, ma evidentemente già pochi anni dopo, la comunità locale vantava una buona fama, tanto che nel 1202 Montelupone sedette al tavolo delle trattative per la firma della famosa pace di Polverigi, al fianco di Fermo, contro Ancona e Recanati. Audaci capitani di ventura affermarono il loro potere sulle terre di Montelupone: nel 1256 il paese venne conquistato da Percivalle Doria, vicario di Re Manfredi, a partire dal 1294 si susseguirono Tebaldo, Mainetti, Chiavelli. Nel 1353 entrò e si stabilì a Montelupone Fra Moriale alla testa della sua compagnia di ventura che con l’aiuto del tedesco Luzzo di Lanzo, da qui depredò e saccheggiò i centri marchigiani limitrofi. Nell’anno 1363 fu la volta di Pierfrancesco di Brancaleone signore di Casteldurante (Urbania), nel 1407 dominarono i Malatesta di Rimini a cui si debbono le molte fortificazioni esistenti; ancor oggi sono ben visibili le sedi delle bombardiere nei torrioni di guardia delle mura urbiche. Francesco Sforza conquistò Montelupone nel 1433.

piazzaQuesta terra vide la sovranita’ del vescovo di Pausola e quindi del vescovo di Fermo, la cui soggezione ebbe termine con l’elezione al soglio pontificio di Papa Sisto V°, il quale, costituendo la nuova Diocesi di Loreto, nel 1586, volle includervi, quale segno di riconoscenza, anche Montelupone.Nel 1798, anno della prima soppressione degli ordini religiosi e della confisca delle opere d’arte da parte dell’esercito di Napoleone a seguito del trattato di Tolentino, Montelupone ebbe l’onore di ospitare la famiglia recanatese di Monaldo Leopardi, in fuga dalla propria città. In quell’anno nacque Giacomo Leopardi.La vita continuò serena attraverso i secoli, come lo spirito dei suoi cittadini taciturno e operoso fino a quando, nel suo passaggio, l’armata di Napoleone vi lasciò i germi di una fattiva liberta’. Dalle cospirazioni che cominciarono dopo il Congresso di Vienna non rimasero estranee le popolazioni maceratesi collegate con il centro di Bologna. Montelupone fu sede di uno dei primi focolai della Carboneria, che nel Palazzo Emiliani raccoglieva cittadini delle Marche e della Romagna – a preparare con ardimento di pensiero e di azione il primo motto rivoluzionario per l’italico risorgimento – 1816-1817). La sera del 5 giugno 1817, festa del Corpus Domini, i carbonari prepararono una imminente rivolta che avrebbe dovuto effettuarsi a Macerata nella notte tra il 24 e il 25 giugno 1817. Ma la polizia, avuto sentore dei preparativi, soffocò l’azione sul nascere. Furono arrestati per primi Pietro Davilli, Luigi Tomassini, Vincenzo Cingolani, Lodovico Pochini, Achille e Giusepe Pozzi, Nicola Mei, Maria Cipollari, Pasquale Cioci, Giuseppe e Nicola Massimiliani. Tra essi, con altri undici Maceratesi, il Davilli e il Pochini furono condannati a morte, pena commutata in seguito in carcere a vita. Il moto maceratese servi’ a dimostrare il fervore di quelle attivita’ patriottiche che arricchirono tutto il risorgimento italiano. Nel 1860 le truppe dei generali francesi Lamoriciere e De Pimodan da Roma, apprestandosi ad arrestare l’avanzata delle truppe piemontesi guidate dal generale Cialdini, sostarono a Montelupone il 17 settembre 1860 – prima di muovere alla disfatta di Castelfidardo – (18 settembre 1860), che segnò l’annessione delle Marche al Regno di Sardegna e quindi l’unificazione dell’Italia.

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Nell’ultimo conflitto mondiale Montelupone fu occupato dalle truppe tedesche, che, in ritirata di fronte all’avanzare degli alleati polacchi e inglesi, colpirono la chiesa di S. Chiara. Nello stesso periodo, ospitò l’ospedale militare di zona, proseguendo una tradizione di soccorso e solidarietà di cui la popolazione locale si è sempre distinta fin dal medioevo.